Dopo aver dichiarato la propria neutralità nella prima fase della guerra, dichiarata il 28 luglio 1914 dall'Austria alla Serbia, il 24 maggio 1915 anche l'Italia entrò in guerra a fianco dell'Intesa  (Francia, Inghilterra e Russia) contro l'impero Austro-Ungarico.
La zona Carnia inizialmente venne articolata nei due settori “But-Degano” e “Fella” schierandovi due Brigate di fanteria, sedici battaglioni alpini, tre battaglioni della Regia Guardia di Finannza ,  13 batterie di artiglieria, 3 compagnie del genio ed uno squadrone di cavalleria, supportati da unità dei servizi.
Nella notte del 24 maggio 1915 le truppe della Zona Carnia diedero corso all'occupazione di tutta la linea di confine. Nonostante la modesta disponibilità delle nostre artiglierie ebbe inizio il tiro contro i forti di Malborghetto, Raibl e Predil conseguendo buoni risultati. Gli austriaci polarizzarono l'attenzione nel tratto compreso tra il monte Croce Carnico ed il Pal Grande. Lo scopo era fin troppo chiaro: acquisire la Val But e minacciare alle spalle le nostre unità operanti in corrispondenza dell'Isonzo. Tra il 26 maggio  e il 10 giugno  i battaglioni alpini  Tolmezzo e Val Tagliamento, con violenti attacchi, completarono l'occupazione delle posizioni del Pal Piccolo e del Freikofel. Il 14 giugno gli austriaci, accortisi che il presidio del Pal Piccolo era stato ceduto ad un Battaglione della Regia Guardia di Finanza, attaccarono l'importante posizione con due battaglioni ed ebbero ben presto ragione dei finanzieri. Il pronto intervento degli alpini del btg. Tolmezzo, Val Tagliamento e Val Varaita, recuperati mentre si recavano a riposo, consentì di ristabilire la situazione con l'esclusione della vetta del Pal Piccolo che rimase nelle mani dell'avversario. Nei mesi di giugno e luglio, italiani e austriaci si batterono senza sosta per acquisire taluni posizioni chiave in corrispondenza della cresta carnica. Così il 21 giugno i nostri conquistarono l'insellatura della Cresta Verde; due giorni dopo fu la volta dell'aspro bastione della Creta di Collinetta mentre il 3 luglio gli austriaci si mossero in forze in corrispondenza del tratto di fronte Pizzo Avostanis-Monte Cuestalta.
Nei mesi successivi si verificarono assalti e contrattacchi da ambedue le parti senza cambiare sostanzialmente le posizioni raggiunte nei primi mesi.
L'inverno 1915-1916 trascorse sui monti della Carnia nella lotta contro il freddo e l'abbondante innevamento. Nella primavera del 1916 gli austriaci tentarono la conquista del Passo monte Croce Carnico attaccando le nostre posizioni del Pal Piccolo. Nella notte del 26 Marzo 1916 gli austriaci riuscirono, sbucando dalle gallerie scavate nella neve, a piombare sugli alpini che presidiavano il trincerone di quota 1859 impadronendosi dell'importante posizione. I nostri contrattaccarono per ben sei volte, subendo gravi perdite, ma dopo 36 ore di combattimento, la posizione ritornò nelle nostre mani, con la perdita di circa 1000 uomini tra italiani ed austriaci.
L'inverno del 1916, i due contendenti attesero soprattuttto alla sistemazione delle posizioni per contenere le perdite da valanghe e per migliorare le condizioni di vita delle truppe.
Il 2 febbraio di quell'anno, a Malpasso di Promosio (sopra Timau), cadde la portatrice Maria Plozner Mentil,  decorata di medaglia d'Oro al Valor Militare.
Nessun'altra operazione di rilievo venne intrapresa nel 1917 fino al 24 ottobre quando avvenne la rotta di Caporetto. Conseguentemente anche la Zona Carnia dovette abbandonare le posizioni; il ripiegamento, iniziato in ritardo per il tergiversare dei Comandi superiori, le due divisioni della Zona Carnia dovettero combattere in situazioni disperate subendo la perdita quasi totale dei suoi uomini.